
Ci hanno impegato otto anni (tanti ne sono passati da “Shangri-La Dee Da”), ma alla fine gli Stone Temple Pilots ce l’hanno fatta: è uscito finalmente il nuovo disco in studio!!!
I tempi di sviluppo del disco sono stati rispettati alla grande, nonostante all’inizio alcune beghe legali abbiano reso decisamente dura la vita di Don Was, il discografico incaricato della produzione del disco che, per seguire strenuamente la tabella di marcia e per assicurare la commercializzazione del CD entro la primavera, ha letteralmente obbligato Weiland e compagni ad interrompere una mini-tournè che li vedeva impegnati negli States.
Lo sto ascoltando da due giorni e mi piace tantissimo. :-)
Una perfetta fusione tra pop e rock blues. I primi tre brani in scaletta sembrano fermi negli anni ’90, cristallizzano gli ultimi vent’anni come se il mondo e la musica non fossero andati avanti di un solo giorno.
Io ci ho trovato (sparsi) segni lasciati da Beatles, Iggy Pop, Bowie, Police, Rolling Stones, Led Zeppelin, e persino da Lenny Kravitz (Dare If You Dare).
Un tesaurizzare il passato mantenendo uno sguardo sul mondo contemporaneo.
Canzoni come "Hickory Dichotomy", "Hazy Daze" e "First Kiss On Mars" offrono – anche ada scolti ripetuti – un respiro molto più ampio, con freschezza, vigore, estro.
Un neo in questo bel lavoro è forse "Cinnamon", per i miei gusti troppo zuccheroso... ma per oil resto, per quanto mi riguarda, è il disco dell'anno! :-)
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