lunedì 8 marzo 2010

Shutter island e del buon vino

Visto ieri sera.
Ho sempre avuto un debole per Scorsese, ma stavolta sono rimasta un po'... così.
Martin mescola immagini digitali come fece in Al di là della vita, ma meno bene. Il risultato è un po' troppo, come dire, "pubblicitario".
Qua c'era un bel romanzone (quello di Dennis Lehane) da portare sullo schermo. Scorsese ha detto: ora ne faccio un horror noir ci metto pure un isola, un uragano, Di Caprio, due psichiatri anni cinquanta, un poco di Titanic e di a Beautiful Mind, mi diverto e incasso pure.
Certo, lui il mestiere ce l'ha, non c'è dubbio... ma rappresentare le allucinazioni di uno psicopatico non è cosa da cinematografari, per cui si passa da momenti di coinvolgimento a momenti di incazzatura a momenti di pura noia e di irritazione per la pochezza della trama e dei dialoghi.
Mi sono consolata con un bel prosecco di Valdobbiadene al Cul de Sac. Faceva un bel freddo, ma in fondo è marzo, e saimo quasi alla fine del tunnel! ;-)

2 commenti:

  1. A me è piaciuto, soprattutto la regia. La storia è buona ma non eccezionale, proprio perché sa molto di già visto.
    Comunque io mettere un bel "spoiler" sul titolo ;)

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  2. Io ho appena letto il libro e non vedo l'ora di vedere il film... spero di non rimanere anche io "così" ;)

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